Il circolo Aternino di Pescara, ospita fino a domani la mostra dei maestri orafi “Il Circolo degli Orafi“; una mostra nata dall’idea di una giovane orafa pescarese, Roberta Pavone che  grazie all’organizzazione della curatrice della mostra Silvia Moretta con l’associazione culturale Akedà l’idea è diventata un progetto e una realtà. Silvia ha voluto unire nello stesso luogo i maestri orafi, tutti gli appassionati e coloro che desiderano avvicinarsi a questo mondo.

Tradizione e innovazione che si tendono la mano a vicenda per creare piccole meraviglie da ammirare e indossare.

La lavorazione dell’oro abruzzese affonda le sue radici nelle pagine più remote della storia, secolari le tecniche e i materiali utilizzati. Sicuramente il pezzo forte della regione è la cosiddetta “Presentosa“: un monile di forma tondeggiante con dentellature a forma di stella e inserti in filigrana la cui origine la si fa risalire ai primi anni del 1800 e viene citata dal poeta Gabriele D’Annunzio all’interno delle sue opere. Il nome potrebbe derivare sia dalle parole “oro” e “dono” o potrebbe ricollegarsi alla presunzione femminile dato che il monile è sempre portato in “bella mostra”.

Tante sono le varianti presentate durante la mostra: alcune più tradizionali, altre più innovative nella forma pieghettata o concava per unire la tradizione e l’innovazione all’interno di un pendaglio prezioso. Le creazioni di Maurizio d’Ottavio e di Simone Paolo Tatasciore.


Tradizione si, ma anche innovazione. Tra i miei pezzi preferiti c’è GEA, un annello che rappresenta la terra, è come portare con sé una zolla di quella madre terra da cui tutti noi deriviamo. La creazione è di Roberta che unisce vita ed emozioni amalgamando il tutto con metalli e pietre; ogni oggetto è unico perché unica è la storia che si cela dietro.


L’innovazione, come abbiamo già detto, è la chiave per portare avanti la tradizione e portare questa tradizione alla portata di tutti. La tecnica di produzione che più mi ha incuriosita è stata quella del maestro Domenico Iezzi i cui gioielli nascono da un’idea che viene tradotta in un progetto sviluppato a computer e riprodotto in gomma attraverso una macchina apposita. La tecnologia a disposizione dell’arte e viceversa: il risultato è sensazionale.


La storia viene conservata ai posteri grazie alla maestria del maestro orafo Italo Lupo; la creazione che ha attirato la mia attenzione è stata “Le virtù“, dei monili che raccontano una tradizione particolare che proviene direttamente dalla provincia teramana: “le padrone di casa che riuscivano, alla fine dell’inverno, a preparare il minestrone ricco e saporito con le verdure conservate dalla fine dell’estate precedente, erano quelle che erano state più brave ad amministrare le provviste e quindi avevano le Virtù della brava casalinga”.

Insieme, la cosiddetta “Pescarina“, un gioiello che veniva ricevuto dalle giovani donne come promessa d’amore; la pescarina è conservata in una scatola di pietra della Majella incisa appositamente.


Ancora monili, ancora lavorazione di filigrana d’oro fatta a mano sono i protagonisti delle creazioni artistiche di Papè Oro del maestro Tatasciore


Una mostra che ha catturato la mia curiosità aprendomi ad un mondo tutto nuovo. Il Circolo degli Orafi sarà aperto fino a domani, correte ad ammirare le creazioni dei maestri, non ve ne pentirete.

 

Ho visto la bellezza che ti spacca il cuore

 

Colgo l’occasione per ringraziare l’organizzazione e tutti gli artisti che così gentilmente si sono messi a mia disposizione.

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