Sicilia, terra di miti e tradizioni. Terra di leggende greche che si intersecano con canzoni arabeggianti. Terra di eroi, scrittori, sarti.

La Valle dei Templi, che ha fatto da cornice alla sfilata haute couture di Dolce & Gabbana ha riportato alla luce i più grandi miti della storia classica.

Per i due stilisti italiani, che fino a questo momento avevano rievocato la Sicilia più cruda e carnale dei paesini, delle comari, dei picciotti, adesso è il momento di viaggiare ancora di più indietro nel tempo, fino alle origini del mito.

La Sicilia, divenuta Magna Grecia dopo l’arrivo dei primi coloni che avevano lasciato l’Ellade, è stata la culla della cultura italiana e occidentale moderna: qui Pitagora ha fondato la sua scuola, sono nate le scuole classiche di filosofia, scultura e lirica.

Le terre siciliane fanno da sfondo a molti dei miti che noi oggi conosciamo, da Omero fino agli episodi tratti dalle metamorfosi di Ovidio.

Qui abitano i due mostri, Scilla e Cariddi, a ridosso dello stretto di Messina, dove le correnti marine si incontrano formando dei vortici in acqua.

In Sicilia, Ulisse acceca Polifemo, il gigante ciclope figlio di Zeus; perdutamente innamorato della ninfa Galatea (si ritroveranno versi spagnoli nella Fabula de Polifemo y Galatea) che, quando viene accecato, lancia dei sassi verso la nave dell’eroe greco. Oggi questi sono le isole Ciclopi, di fronte alla spiaggia di Aci Trezza.

La terra dell’Etna, il grande vulcano che domina l’isola dentro le cui viscere, Efesto, il fogiatore di armi, aveva costruito la sua fucina.

Qui, nelle vaste pianure siciliane, venne rapita Proserpina, la graziosa fanciulla figlia di Persefone. Ade, il re degli inferi, si innamorò della ragazza e la trascinò via con se nel regno dei morti, così sua madre, che rappresentava la natura rigogliosa, abbandonò i campi lasciando appassire fiori e fruttii. Zeus allora, che teneva alla vita delle sue creature umane, arrivò ad un accordo con i due: Proserpina sarebbe rimasta sei mesi con la madre e sei mesi con Ade. Nacque così il ciclo delle stagioni.

Il mondo dei miti e delle leggende ricreato su abiti che rappresentano delle vere e proprie opere d’arte. Secoli di storia indossate in passerella da modelle d’eccezzione, come la bellissima Bianca Balti.

La tradizione millenaria siciliana e italiana riportata ogni volte in auge dalla maison dei due stilisti.

Un anno di duro lavoro per produrre gli abiti che hanno calcato la suggestiva passerella siciliana. Il “Dolce & Gabbana fatto a mano”, come hanno specificato i due stilisti, dimostra come l’alta sartoria sia fatta di attenzione per i dettagli, dedizione e passione.

Lurex, cristalli, pizzi pregiati, cuciture in oro, seta e tulle sono solo alcune delle stoffe e accessori pregiati utilizzati dai maestri della sartoria per creare i loro capolavori


 

Eccola, dunque, finalmente, ci dicevamo, questa Sicilia, la mèta del nostro viaggio, l’argomento delle nostre discussioni da tanti mesi, eccola tutta intera sotto i nostri piedi. […] È questa la patria delle divinità della mitologia greca. […] Terra degli déi e degli eroi!

Alexis de Tocqueville

 

 

 

 

PH: Dolce&Gabbana Facebook Official page

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