” Le notti d’oriente, con la loro magia, sono calde, lo sai, più calde che mai. Ti potranno incantar…”

E’ questa la prima cosa a cui penso se guardo la collezione di Rani Zakhem: il fascino di antichi imperi perduti che prendono vita, come per magia, sui corpi sinuosi delle modelle.

Abiti scolpiti, tessuti ricercati, tagli studiati appositamente per riportare in vita tutto il fascino dei sogni.

Tante moderne Sherazade che fluttuano tra velluto, seta, cristalli e gioielli.


Differenze cromatiche che si sposano con la passerella a specchio e gli sfondi scuri: si passa dal nero, ai colori chiari fino ad arrivare al rosso rubino, il blu, il verde smeraldo e il giallo.


Tradizioni e canzoni senza tempo che si fondono e confondono: dalle corti dell’India si passa ai palazzi innevati della Russia con i dettagli in pelliccia che ricordano le zarine più eleganti.


La meraviglia dei dettagli scintillanti sotto le luci che mettono in risalto le profonde scollature: tanta bellezza che riempie gli occhi e spinge la mente ai viaggiare nei posti più inesplorati, nelle epoche perse tra le pieghe del tempo.

 

“Les Fastes des derniers empires”

(ph. S. Dragone – G. Palma / L. Sorrentino)

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